Due stelle e il coraggio per raggiungerle

Quando nascono le stelle è un evento particolare. Questa volta, la forza gravitazionale che dà il via all’innesco primordiale, è un’evoluzione atipica. Un percorso, solo in parte, nebuloso, dove la lucentezza sprigionata dalla compressione di una delle parti più dense di una nube stellare/civilizzatrice, sprigiona un bagliore novecentesco, visibile nell’animo distolto della materialità odierna, perfezionatasi a partire da metà secolo scorso in poi. Sorgono due stelle: A.G.A editrice e con lei, l’Associazione Dinamica Officina Fiumana. Una linea indissolubile a scorrimento rapido, unificatrice e dannunziana, irradiante e infondente l’epopea di Fiume intrapresa quel lontano 12 settembre 1919 da Gabriele D’Annunzio e, con i due corpi celesti appena affacciatisi nel firmamento, mai conclusasi del tutto nel gennaio del 1921.

Un baccanale improvviso, fulmineo, letterario e associativo, nel 150esimo anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio. Patrocinato dall’Associazione “Officina fiumana”, diretta emanazione di un pulviscolo di Stella incorporato in un libro, Gli allegri filibustieri di d’Annunzio di Tom Antongini, dalla tiratura di 500 esemplari a 75 anni dalla morte dello stesso; ecco l’idillio e il furore cartaceo, in un acme interminabile del piacere autunnale scaturito da quel fatidico 1919, mai vinto, raccolto tutto in un’isola in cui credere, ostinatamente alla sua esistente, la Tortuga delle idee che diventano azioni, dove le gesta di un uomo 56enne, D’Annunzio, rivivono ancora oggi; rendendo plausibile la grandezza di una città come Fiume, promulgandone al contempo l’effervescenza e la ritrovata libertà ed italianità, restituita alla Patria.

Quattro i libri pubblicati da A.G.A. reperibili sul sito www.orionlibri.net, stringenti l’insieme dell’opera eroica del mito italiano. Attualizzando le intemperanze irrazionali di Mario Carli, autore e giornalista italiano e, al contempo, sprigionandone tutta la sua essenza di uomo e di militante impressa nel volume Con D’Annunzio a Fiume: dalle sfavillanti imprese avanguardiste polimorfe del giovane pugliese, originario di San Severo di Foggia nato nel 1889, anche lui, da padre romagnolo e in seguito trasferitosi a Firenze. Brillantemente capace di consegnare al soffio vitale delle due sponde dell’Arno, le sue caratteristiche e le sue asserzioni. In primo luogo, quel messaggio d’amblè, in perfetto stile “erotico” e appassionato della produzione baudeleriana, assieme a Bruno Corra, Remo Chiti, Maria Giannini, Emilio Settimelli, Arnaldo Ginna e Irma Valeria.

Inizialmente dalle pagine di una visione in “prosa” reattiva, fuoriuscita da innumerabili testate come “Difesa dell’arte”, “Il Centauro” e la “Rivista di scienze e vita”, distinguibili oggi quali componimenti non conformi. L’esaltazione e la tracciabilità riscontrabili nell’oggettività e nelle esecuzioni attinenti alla letteratura del “Il Centauro”. Una vita vissuta, la sua, nell’immaginazione tangibile del realizzabile, in seguito, nell’intero percorso del futurismo fiorentino, partecipando attivamente alla redazione della rivista L’Italia futurista (1915-18). Amico di Tommaso Filippo Marinetti, la riedizione di A.G.A editrice, racchiude sapientemente la mente e la capacità volitiva di Carli: spaziando dall’arditismo istintivo, (fondatore il 7 gennaio del 1919 di Roma Futurista, al fianco dei due amici T. Marinetti e Emilio Settimelli) al realizzare la prima Associazione degli arditi d’Italia; dalle sponde del capoluogo toscano alle anse dei navigli di Milano, congiuntamente agli amici di sempre, Marinetti e Ferruccio Vecchi, ideatori tenaci dell’unica complessiva veduta di intenti, traducibile dalla sottigliezza arrembante del giornale l’Ardito.

L’opera di Carli, riscontrabile nelle figure di Baudelaire e Mishima, protagonista dell’impresa fiumana, in se e qui sta la grandezza delle due stelle appena sorte mai sopite, unifica le fondatezze della Carta del Carnaro, congiuntamente alle idee di M. Carli. Specificatamente correlate alle sollecitazioni del sindacalismo rivoluzionario, una perfetta sintesi del tempo presente. Gli altri due volumi, Santa Pirateria e Trillirì, riproducono l’analisi corpo-mente del fiumanesimo e di tutti gli accadimenti, quanto le attribuzioni artefatte dall’alone mistico che ancora oggi riesce ineluttabilmente a suscitare. L’autobiografia storica e l’indagine atavica di Yambo, Enrico de’ Conti Novelli da Bertinoro, (Pisa 5 giugno 1876, Firenze 29 dicembre 1943) giornalista, scrittore e disegnatore del celebre “Ciuffettino”, protagonista-irredentista dei due romanzi del grande Enrico Novelli: Le avventure di Ciuffettino del 1902 e Ciuffettino va alla guerra, del 1916. Una vita quella di Novelli, vissuta dispendiosamente dalle suggestioni salgariane e dal rinnovato giuramento a Tortuga, l’isola che (non) c’è, rinvigoritosi nella pubblicazione del 1939 “Santa Pirateria”; le imprese memorabili dall’intrepido valore degli “Uscocchi fiumani”. Il medesimo moto perpetuo della appena avviata Associazione Dinamica Officina Fiumana. Un bagliore in un tempo in cui lo spirito non affonda nella contemporaneità quotidiana, dimenticandoci di essere intimamente dei “disertori in avanti” in un contesto culturale, sociale e politico, dove è possibile recuperare senza troppe speculazioni intuitive, in un convulso e ripetitivo contesto, dal rito politico congestionante, una proposizione di grande interesse: essenza spirituale e criterio per tutti coloro ne abbiano davvero la volontà.

Articolo di F.M. tratto dal portale destra.it

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