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L’indominio della discordanza

€16.00

Autore: Giuseppe Lo Presti
Titolo: L’indominio della discordanza
pp. 128
F.to 15×21
Anno: aprile 2026
ISBN: 9791281910140

Categoria: .

Descrizione prodotto

Nel 1986 le Edizioni Barbarossa pubblicavano L’indominio della
discordanza. Passato inosservato negli ambienti letterari ufficiali, nel
1990 conobbe uno strepitoso successo di vendite e di critica con decine e
decine di recensioni quando, con il titolo Il cacciatore ricoperto di
campanelli, su sollecitazione di Aldo Busi che ne scrisse la prefazione, fu
pubblicato da Mondadori. Irreperibile sia nella prima edizione quanto
nella seconda, tanto da raggiungere in entrambe le versioni quotazioni
esorbitanti sul mercato dei collezionisti, viene oggi, giusto quarant’anni
dopo, ripubblicato nella sua stesura originale con una doverosa e
puntuale “Prefazione” – e una magistrale “Introduzione” di Emanuele
Torreggiani – in cui vengono date risposte agli interrogativi formulati da
alcuni “addetti ai lavori” (definiti da Aldo Busi Grandi Fighetti «preposti
allo scrutinio della letteratura contemporanea») in merito alla stesura
del romanzo e all’enigma dell’autore Lo Presti.
Critiche e interrogativi a parte, nella loro totalità le recensioni furono a
dir poco esaltanti, giungendo a stabilire paralleli tra Lo Presti e i
grandissimi della narrativa. Scegliendone una tra le tante, così si
esprimeva “Repubblica” (28/4/1990) con il titolo “Eloqui notturni di un
visionario”: «Lo Presti, trentadue anni, siciliano trapiantato a Torino
all’epoca del boom industriale, fa un esordio sorprendente, con un libro
che riecheggia alla grande il miglior Poe, impastato con Dostoevskij e
Campana. Non si creda a un bluff: la foga visionaria di Lo Presti lo
induce a trasfigurare le banali notti bianche di un giovane sedicente
giornalista torinese, “B”, anarchico e visionario, innamorato di Iela,
mitica creatura della sua mente; pronto a cercarla dovunque, dopo un
breve, incredibile incontro, tra veglia e allucinazione, in un alberguccio
torinese. In un’aura di stupore densa di minacce, si consuma dunque il
romanzo (…)»

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