Descrizione prodotto
“Con il rigoroso ed appassionato lavoro consacrato in questo volume, l’architetto Gilberto Oneto ha conseguito due risultati importanti. In primo luogo ha dimostrato che, anche qui da noi, è possibile condurre serie ricerche sulla storia dei vessilli e delle insegne, analoghe a quelle presenti nelle bibliografie (e nelle biblioteche) dei Paesi centro-europei, soprattutto di civiltà germanica, dove i ‘Fahnenbucher’ (libri di bandiere) sono numerosi e talvolta molto belli.
In Italia, invece, l’araldica, cioè lo studio metodico degli stemmi, è sempre stata coltivata prevalentemente con riferimento alle insegne e alle armi gentilizie: cioè delle famiglie, più che delle collettività.
In secondo luogo l’autore ha individuato e documentato, con meticolosa precisione, l’origine e l’evoluzione delle bandiere e degli stemmi con cui, nei secoli, le etnie e le comunità presenti nelle aree del Nord si sono auto-identificate, singolarmente o collettivamente. Egli nota, giustamente e con vigore, che nell’attuale grande crisi dell’assetto politico europeo più recente, l’emergere delle nazionalità e di micro-nazionalità, talvolta antichissime, apparentemente dimenticate, trascina con sè la riscoperta e la nuova utilizzazione dei simboli e dei vessilli in cui gli appartenenti a quelle etnìe si erano nei secoli identificati.
Dall’animale totemico alla moderna bandiera (si pensi alla scrofa lanuta dei milanesi, o al drappo rosso del comunismo mondiale) un emblema o una allegoria hanno sempre fornito ad una pluralità di individui, la possibilità di rappresentare e ‘vedere’ ciò che li differenzia dagli altri”.
(Dalla prefazione di Gianfranco Miglio).


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