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Filosofia verticale

€32.00

Autore: Natalia Melentyeva

Titolo: Filosofia verticale

pp.: 440

f.to 15×21

Anno: 2025

ISBN: 9791281910102

Categoria: .

Descrizione prodotto

 

Estratto dalla “Nota degli editori”

Natalia Melentyeva, che il pubblico italiano sta cominciando a conoscere, non è soltanto la consorte di Aleksandr Dugin e la madre di Darya Dugina (rimasta vittima di un attentato terroristico il 20 agosto 2022 ad opera dei servizi segreti ucraini). Filosofa come il marito e la figlia, è una donna dalla lunga militia sul fronte della Tradizione. Giovane, conosce Aleksandr Dugin e lo coadiuva nella pubblicazione dei suoi primi testi filosofici dando inizio a un sodalizio esistenziale foriero di molteplici iniziative culturali e metapolitiche nel quadro di una visione tradizionale e eurasiatica tuttora in corso.
Nella seconda metà degli anni ’80, insieme a Dugin, Sergeij Zhigalkin[...], Igor Dudinskij[...], Ghejdar Džemal’[...] ed Evgenij Golovin[...] – tra gli altri – Melentyeva entra a far parte di un esclusivo circolo culturale animato da Jurij Mamleev[...]: artisti, poeti, filosofi, esoteristi…
Come per Aleksandr Dugin, anche per Natalia l’incontro con Evgenij Golovin è decisivo per quanto riguarda, almeno in parte, la sua formazione. Così racconta nel suo libro Gli altissimi Sconosciuti[...] il suo primo incontro con Golovin:
«Ho incontrato per la prima volta Evgenij Vsevolodovič in una piccola compagnia di esoteristi moscoviti a metà degli anni ’80[...]. Evgenij Vsevolodovič mi invitò a ballare. Risuonava una canzone di Alëša Dimitrievič[...], assolutamente non adatta per il ballo. Cominciammo a ballare, forse un valzer o una specie di tango, qualcosa di molto stravagante ed elegante. «Ha letto La filosofia della decomposizione di Cioran?»[...] mi chiese Evgenij Vsevolodovič. La conversazione si avviò intorno alla “decomposizione”. Queste due cose – il ballo e la decomposizione – rimasero nella mia immaginazione come due punti metafisici sull’orizzonte filosofico. Penso che questi due temi siano simbolici e che la vita e la poesia di Golovin siano all’ombra di questi simboli.
Cos’è la decomposizione? È la distruzione, il disfacimento, lo smontaggio di una certa composizione, di una costruzione complessa nelle sue parti componenti, negli elementi semplici; a un livello più globale, la rottura della compagine del mondo, la sua destrutturazione, la privazione della forma. È anche la scomposizione dell’organizzazione, la meticolosa separazione e distinzione dei componenti. (Il concetto successivo nella catena logica delle categorie dovrebbe essere quello di “dissoluzione”)».
A ben vedere, questa suggestione relativa al connubio “ballo”/“decomposizione” costituisce la cifra stilistica degli scritti di Melentyeva, già pubblicati singolarmente e che proponiamo qui coordinati in una raccolta orientata a un’unica tesi. Di fatto, il libro è costruito come una danza in cui si cadenzano vari temi, destinati a sfociare in una visione unitaria ma caratterizzati dal comune sottofondo della decomposizione come riconfigurazione.
È noto che per ricostruire bisogna prima demolire: ed è proprio questo il processo in cui si articola il discorso filosofico di Melentyeva. Il primo passo è appunto la decomposizione nel suo significato etimologico di separazione degli elementi di un insieme. Su un piano più ampio, il termine si può tradurre come necessità della crisi: laddove “crisi” è da intendersi nell’originario senso greco del termine, come derivante dal verbo kríno, che ha tre significati fondamentali, tutti legati alla nozione di “passaggio cruciale”:

1. separare, distinguere: il processo di discernimento.
2. giudicare, decidere: l’atto di emettere un verdetto.
3. lottare, combattere: l’idea di un confronto o prova.

Nei contesti antichi, krísis non aveva la connotazione puramente negativa di “disastro” o “collasso” che ha oggi nell’uso comune. Indicava invece un momento di massima tensione e chiarezza.
Non a caso, infatti, in filosofia la krísis è l’atto di discernimento intellettuale. Nella visione di Melentyeva, la krísis rappresenta il momento in cui la filosofia tradizionale separa la verità (gli universali, la verticalità, la Tradizione) dall’errore (la superficie, l’orizzontalità, la Modernità).
In questo senso, la “necessità della crisi” è la necessità di un Giudizio: per riconfigurare, bisogna prima giudicare e scartare ciò che è falso. La decomposizione è il sintomo, la crisi è la diagnosi: il mondo moderno ha raggiunto la sua krísis: non può rimanere nell’attuale stato, simile a una febbre. La decomposizione deve sfociare in una decisione radicale: o la morte del soggetto umano nella Post-Modernità (“chimera uomo-macchina”), o la sua rinascita attraverso la Tradizione.
In altre parole, la crisi non è un incidente, ma una necessità strutturale del Dasein (l’esser-ci) contemporaneo. Essa è il momento in cui il pensiero, giunto al culmine del suo errore liberale, è costretto a distinguere (kríno) l’autentico dall’inautentico. Solo accettando questa “necessità della crisi” è possibile passare dalla decomposizione alla riconfigurazione, trasformando il potenziale collasso in un giudizio risolutivo per il destino spirituale dell’umanità.
Così, Filosofia verticale non è una semplice collezione di saggi, bensì una danza tematica incentrata sul principio della decomposizione come riconfigurazione. L’autrice analizza la crisi epistemologica della Modernità – il trionfo del nominalismo, dell’individualismo e della censura trascendentale – per rivelarne il sottofondo nichilistico. Tuttavia, questa dissoluzione non è un punto d’arrivo, ma il presupposto per una riconfigurazione radicale: il pensiero si orienta verso la verticalità del paradigma tradizionale, affermando la necessità di una restaurazione spirituale e politica.
In conclusione, dunque, l’opera è un manifesto filosofico per l’era della Noomachia, che pone le basi per una ricostruzione del significato dell’Uomo e costituisce un’alternativa radicale all’entropia del mondo contemporaneo.

 Indice

Introduzione (a cura degli editori)
Prefazione (di Paolo Bergognone)

Filosofia verticale

Parte prima. Filosofia della politica radicale
I. Armin Möhler: tipologie della Terza Via
Fascismo e non-fascismo
La sfida al caos (incontro di due fascisti)
Aggressione e morte
Ribellione contro l’umanesimo
Lo stile fascista in Russia
Analisi fredda dello stile freddo

II. Teoria generale della rivolta di Gerd Bergfleth
I “nuovi non conformisti”
“Follia produttivista” e insostenibilità della critica marxista
Anti-economia
La distruzione come diretta conseguenza della produzione
Tecnocrazia
L’imperativo della Rivolta
Il retroscena metafisico della Rivolta
La figura dell’“anarca”
Contro la rivoluzione
L’ultimo gesto del “non conformismo“

III. Riflessioni sul terrore
Varietà del terrorismo
Il dramma esistenziale dell’atto terroristico
L’essenza conservatrice del terrore
Stella del mattino-della sera
Caedo ergo sum
“La società aperta genera necessariamente terrorismo”

IV. I socialisti del Rito di Filadelfia
La molteplicità di universi di Auguste Blanqui
Socialismo e alchimia

Parte  seconda. Cinema dello gnosticismo crudele
V. Recensione filosofica di “La casa di Jack”
Élite cinematografiche e antropologia
“Luce oscura”
I mostri degli abissi Cibelici
William Blake. Agnello e la tigre. Apocatastasi
Agressione contro il mondo e contro Dio
P.S.
La casa dei corpi. I killer-teurghi di Jurij Mamleev
Demone o angelo perverso

VI. “The killer” di David Fincher
Introduzione
Vasi comunicanti rotti
Frattura cerebrale
La “de-ideologizzazione” come copertura delle strategie coloniali dell’Occidente
Élite e significati
“Cosa significa comprensione?”
Il fatto come interpretazione
Metodo paradigmatico
La presa inesorabile dei paradigmi
Fondamenti dell’ermeneutica
Le tre fasi del circolo ermeneutico
“Ciò c’è di più difficile”?
Fincher e il liberalismo proclamato
Il manifesto del mondo moderno
Il liberalismo totale e nei dettagli
“La malattia sciamanica e lessere nel rischio più rischioso”
Frontiera e illusorio momento di esistenza
La fine dell’umanesimo
“Mostrateci il funambolo!”
Finale: l’eternità infernale
Uccidere il drago

Parte terza. Il crepuscolo del Logos
VII. La nave filosofica e il crepuscolo del Logos russo
Addio, filosofia!
La prima apparizione del Logos
Le rovine della filosofia
Il Dasein russo
Alla ricerca del Logos russo
Nota del 2023

VIII. Nietzsche e la sua incomprensione
Gli osservatori
La conversazione filosofica come malinteso
Gilles Deleuze e l’appropriazione del tema in un “cerchio ristretto”
Filisteismo filosofico e ideologia dell’individualismo liberale sfrenato?
Nietzsche sull’uomo

Parte quarta. Contro il liberalismo
IX. La decostruzione del liberalismo
I livelli di liberalismo
Decostruzione dell’individuo: individuazione
L’individuo: concetto centrale del liberalismo; esperienza di decostruzione
Gatto e “gattità”
Metamorfosi del concetto di “individuo” nel Medioevo: la disputa sugli universali
L’Universo volontaristico di Duns Scoto
L’individuo nominalista
L’atomo di Epicuro e Democrito
L’eresia del triteismo: l’individuo nella Trinità
Il nominalismo come base dell’ontologia dei tempi moderni si afferma in Inghilterra
Liberalismo di destra e di sinistra
Il borghese come classico individuo nominalista
Il buon senso non è poi così sensato
Il liberalismo abbatte gli universali
L’individuo come concetto astratto
Il liberalismo come processo storico: liberalizzazione
Liberalismo e tradizionalismo

X. L’ultima battaglia dei paradigmi: il tradizionalismo russo contro il liberalismo mondiale
Le origini del tradizionalismo
Tradizionalismo e tradizione
Guerre della mente: il Moderno contro il Pre-moderno
Post-guénonismo: paradigmi della scuola tradizionalista russa
Mapping paradigmatico del tradizionalismo russo
I giardini filosofici dell’eternità
Il paradigma del moderno in declino
Il ghigno del Postmoderno. L’ultimo rifugio dell’uomo
Nuova svolta del Postmoderno: collasso del soggetto e progetto di eliminazione dell’uomo
Superamento dell’antropocene: sopravvive il forte, il debole deve morire
Il notturno russo agli occhi di Jurij Manleev
Viaggio nel significato delle civiltà. Paradigmi dei tre Logoi
La civiltà russa: lo stato di Apollo contro il Dioniso contadino
Gli orizzonti della Grande Madre
Il disegno noologico della civiltà russa: tre Logoi intrecciati
Il significato del tradizionalismo contemporaneo. La battaglia per l’uomo

XI. La Marcia su Mosca: la marcia di sinistra di Prigozhin
Interpretazione filosofica della rivolta
Cosa c’è dietro la marcia di Prigozhin?
Il crollo del socialismo
La Fede nella Vittoria
La Marcia di Prigozhin su Mosca è più di una marcia di Prigozhin su Mosca

XII. Inno all’ideologia, al rinnovamento della società
e alla rotazione delle élite
L’idea muove i mondi
“Se le idee non volano, muoiono”
La rotazione elle élite è matura

Parte quinta. Decolonizzazione della coscienza russa
XIII.
Liberazione dal Moderno occidentale
Lo specchio Nero: gli ucraini moderni come esempio di coscienza colonizzata
Corrosione della mentalità. Follia
Il platonismo tragico degli gnostici
Colonizzazione/decolonizzazione: la colonizzazione come conquista di colonie oltremare
Integrazione terrestre delle province
La decolonizzazione della Russia in stile occidentale
La coscienza come oggetto di colonizzazione
Ambiguità (essenza neocoloniale) degli standard universali
Colonizzazione dei paradigmi
Liberarsi dall’oppressione di idee estranee
Storia, (tempo) eternità e divenire
Paradigmi della struttura dell’eternità: stigmate
Stigmate della Rus’
Etimasia
Paradigma: continuum di principi
Il linguaggio come struttura
Tre paradigmi: Pre-moderno / Moderno / Postmoderno
Il paradigma della Tradizione
Il paradigma del Moderno
Il paradigma del Postmoderno
Archeomoderno
I tre Logoi
Verso una noologia russa
Regimi di immaginazione
Paradigmi secondari
Paradigma geopolitico
Tre ideologie
Umanesimo-transumanesimo
Etnosociologia
Riassunto: il metodo paradigmatico come strumento di decolonizzazione della coscienza

XIV. Metafisica della censura
Frontiera e censore
Guardiano della soglia
Censore: guerriero-sacerdote sovrano
Censori nella fiaba, Gestalt di Baba Yaga
Biforcazione del censore. Schizofrenia
Contro l’apeiron
Censura del mito gnostico
Piramide tronca
Censura nel paradiso
Paradigmi
Paradigma della Tradizione
Modernità
Postmodernità
Il paradigma dipende dal consenso dell’élite intellettuale
Ogni paradigma ha la sua censura

Parte quinta. Dasha
XV. Darya Dugina: la filosofia come destino
La vita come “azione intelligente”
L’imperativo del platonismo
L’armonia a due piani del platonismo
Il lato oscuro della libertà
Gilles Deleuze: copie e simulacri
L’essere umano come “eventino”
Caosmos
Oggetti predatori e il soggetto “perforato” dell’Ontologia Orientata agli Oggetti
Le superfici attacco
Guerra di menti
Scolpire una statua perfetta
Il risveglio di un angelo
I Guardiani della verticale

XVI. La biblioteca di Dasha. Per il 31° compleanno di Darya Dugina
Eroina della nuova Russia
La Tradizione come senso della vita e della morte
Seguendo la stella guida dello spirito
La grande eredità di una piccola vita
La frontiera russa
Darya Dugina: simbolo personale di ogni persona
I libri di Dasha
Luogo d’incontro: il cuore dell’eroe
Eroismo, “ottimismo escatologico” e “infelicità filosofica”
Un ideale troppo elevato: entusiasmi e rischi
L’Età d’Argento e la sua topologia

XVI. Darya Dugina. Correzione dei nomi. Un’ode alla frontiera
Le idee vivono
La Zona del Crepuscolo
Ai confini marciscono i pali…
L’Impero Americano
Malakut
Frontiera e manifestazionismo
La frontiera e il dio Dioniso
Frontiera escatologica
Metafisica della frontiera
Estetica della frontiera
Sotto il segno della “città ideale dell’anima”. Il Soggetto Radicale
Il soggetto povero
Riflessione su Heidegger
Spiegazione sulla “frontiera” di Heidegger
Noi siamo il segno, senza decodifica (Hölderlin)
La Quadratura
Selbst Dasein
“Jobim may refuse”. Il Dasein e la musica
Salvare il Dasein
Siamo forse un segno senza senso?
Aprire i santuari della Tradizione
“Ci sono ancora uccelli nel cuore”
Strada, lampione, farmacia… frontiera

XVII. Creare la propria verticale intelligente
Dasha amava l’intelletto
Battaglia per il Logos
Ossessione per la bellezza
Siamo sull’asse centrale della rivolta
Ottimismo escatologico
Filosofo tradizionalista
Osservazione del Postmoderno
Etica eroica della fine
Frontiera
Soggetto debole
Il mio pianto

 

 

 

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